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Università di Biella

l’Università di Biella si può creare gratis con i fondi del PNRR. Ma i politici biellesi d’accordo con le elite biellesi non vogliono da piu’ di 30 anni. Un bel mistero oppure un piano strategico e un metodo di distrazione di massa (il marketing territoriale) per isolare e controllare il territorio Biellese?

Nessuno ne parla ma una vera Università di Biella, statale pubblica, si può creare gratis con i fondi del PNRR. E allora come si spiega che i politici biellesi d’accordo, con le elite biellesi, non vogliono approfittare di questa opportunità gratuita? E’ un bel mistero oppure un piano strategico e un metodo di distrazione di massa (il ben noto ‘marketing territoriale’!) per isolare e controllare il territorio Biellese nei prossimi anni? Forse per garantire un bacino di manodopera a basso costo (in mancanza di altre alternative lavorative) per le industrie manifatturiere biellesi e un bacino di voti facilmente controllabile con poco impegno (date le ridotte aspettative a cui si è abituati) per i soliti politici biellesi (con salamelle e polenta? O l’occasionale mercatino europeo?) La domanda è lecita. Ma nessuno la pone: né le forze politiche di opposizione né gli ‘intellettuali’ biellesi (dai giornalisti agli insegnanti e presidi delle scuole, per fare esempi naturali).

Il tema dello spopolamento della Provincia di Biella, dovuto alla mancanza di opportunità lavorative di qualità per nuove famiglie e all’invecchiamento della popolazione, e al declino economico del territorio biellese degli ultimi decenni dovrebbe spingere tutti i cittadini biellesi a riflettere sulla necessita’ di agire seriamente per far ripartire l’economia biellese, il suo mercato del lavoro e su come renderlo attrattivo (spoiler alert: una vera università statale e trasporti efficienti) perché nuove famiglie si insedino stabilmente sul territorio che potrà cosi’ tornare a crescere.

Dovrebbe anche essere evidente che il turismo spicciolo ed occasionale (un paio di giorni con pranzo al sacco e via) è un piano di sviluppo del territorio biellese che non sta in piedi. Non è sostenibile.
La ricchezza di un territorio sociale, culturale ed economica è data dalle persone che stabilmente, stabilmente e ancora stabilmente sul territorio vivono.
Lasciamo stare i casi turistici eccezionali di città come Roma, Firenze o Venezia. E’ evidente a chiunque abbia fatto un paio di gite fuori dalla provincia di Biella, che Biella non puo’ competere minimamente neanche con altre piccole cittadine dell’arco alpino in termini di attrattività turistica.
E poi diciamolo francamente una cittadina ben rappresentata da un orso (nello stemma comunale) non ha nella sua natura l’ospitalita’ che è invece connaturata e di livelli elevatissimi ad altre popolazioni italiane (quelle del Sud in primis). Ogni popolazione territoriale ha i suoi tratti caratteristici nulla di cui vantarsi o vergognarsi, occorre far forza sul proprio carattere: la laboriosità e tenacità dei Biellesi sono quelli da mettere a frutto.
Quindi occorre chiedersi se non sia pura e semplice propaganda politica ed elettorale la moda di parlare di ‘marketing territoriale’ o delle attrazioni turistiche del Biellese per il resto del mondo.
E a quanto ammontano oggi gli investimenti fatti con soldi pubblici (le nostre tasse) per questa stravaganza del marketing territoriale? E quali benefici ha portato al territorio?

Prendiamo degli indicatori molto semplici e verificabili da tutti con la propria esperienza diretta negli ultimi anni:

  • negozi chiusi in via Italia ed attorno
  • età media della popolazione
  • stipendio medio della popolazione
  • disoccupazione giovanile
  • nuove famiglie
  • numero di cartelli ‘Vendesi’ che possiamo contare facendo una passeggiata in città. Sia per gli immobili privati sia per i negozi fronte strada.
  • numero di giovani che vanno a studiare fuori provincia
  • numero e qualita’ dei lavori offerti ai laureati
  • qualità dei collegamenti offerti dai treni locali
  • l’autostrada che non c’è da 50 anni
  • etc.

Sempre convinti che vada tutto bene? Salamella e polenta per tutti? Pane e circo?

La scelta politica e delle elite biellesi di non utilizzare i fondi del PNRR per creare una vera Università degli Studi (statale pubblica) di Biella è pero’ ciò che colpisce di più.
L’assenza di investimenti nella formazione superiore è cio’ che distrugge sul medio e lungo termine un territorio perchè l’assenza di persone giovani (nuove famiglie) con livello di istruzione medio elevato e l’assenza di lavori e di imprese ad alto tasso di conoscenza sul territorio Biellese sono i due fattori fondamentali di sviluppo e di benessere economico di un territorio che mancano nella Provincia di Biella. Con ovvi ed immediati effetti anche sugli aspetti sociali e culturali del tessuto del territorio nel corso degli anni.

Questo non lo dice chi scrive. Lo dicono nelle prime pagine i manuali di macro-economia (eh già ma occorre almeno averli sfogliati!) quando parlano dei fattori (demografico e innovazione/tecnologico) che determinano la ricchezza di una economia di un territorio.
Se avete un parente che sta studiando economia (in una università statale di preferenza) chiedete a lui.
Chissà se alla ‘Università a Biella’ con lezioni delocalizzate a Biella presso Città Studi lo insegnano?

Dunque la situazione odierna a luglio 2022 è la seguente: l’Italia e l’Europa stanno entrando in recessione, l’inflazione reale è almeno al 10%, sono offerti al Biellese i fondi pubblici del PNRR (gratis!) e viene chiesto ai politici biellesi di presentare dei progetti su come utilizzarli.
Nonostante da piu’ di due anni chi scrive e altri 150 biellesi abbiano presentato la proposta/invito ai politici biellesi di realizzare una vera Università di Biella, la proposta è stata ignorata.

Quale futuro avrà il territorio Biellese nei prossimi anni?

Sarebbe bello che i giornalisti e l’intellighenzia (attenzione parola della lingua russa!) Biellese si interrogassero pubblicamente e mantenessero viva l’attenzione su questo tema così importante.
I politici biellesi e le elite del territorio sono gia’ perse e sul fronte opposto di questa battaglia di visione futura del territorio rispetto ai cittadini comuni Biellesi.

P.S. Gratis significa Gratis! Il 13 agosto 2021 la Commissione europea, a seguito della valutazione positiva del PNRR, ha erogato all’Italia 24,9 miliardi a titolo di prefinanziamento (di cui 8,957 miliardi a fondo perduto e per 15,937 miliardi di prestiti a tasso agevolato), pari al 13% dell’importo totale stanziato a favore del Paese. Significa che un terzo dei fondi è gratis. I restanti due terzi a tasso agevolato: ma tutti (quelli che sanno un po’ di finanza) sanno che con l’inflazione al 10% è meglio ripagare un prestito che concederlo. Soprattutto se il prestito è utilizzato per investimenti di sviluppo strutturale: ovvero che producono ricchezza come appunto l’innovazione e la formazione. Quindi sui fondi gratuiti pari a 8 miliardi c’e’ ampio spazio per finanziare l’Università di Biella che puo’ costare 50 milioni di euro l’anno. Questi 50 milioni di Euro (principalmente edilizia, manutenzione e stipendi personale) sarebbero poi spesi presso le imprese del biellese. La mancanza di questi 50 milioni di Euro sulla provincia di Biella è un altro danno che la politica economica miope dei mercatini e della festa della birra (marketing territoriale, ne avete sentito parlare?) producono al tessuto economico del Biellese. Basta guardare quante case espongono il cartello vendesi e quanti negozi hanno chiuso e sono vuoti nelle vie del centro di Biella.
E notare che qui stiamo parlando solo del 13% dell’importo totale assegnato all’Italia.
Ref. https://www.ge.camcom.gov.it/it/gestisci/finanziamenti-e-contributi-per-limpresa/il-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-pnrr

Per firmare la petizione invia un messaggio sulla pagina facebook della vera Universita’ di Biella
https://www.facebook.com/unibiella.org
scrivendo:
Firmo la petizione per
l’Universita’ di Biella,
Nome e Cognome e comune di residenza”