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Università di Biella

le elite biellesi, in accordo coi politici eletti, impediscono alle imprese della provincia di Biella di incassare 50 milioni di Euro in più ogni anno, gli stipendi dei professori ed impiegati amministrativi, pur di non avere una vera Università di Biella, statale pubblica. Lo stanno facendo da 30 anni. Perché questa scelta?

Le ‘elite’ biellesi, in accordo coi politici locali, impediscono alle imprese della provincia di Biella di incassare 50 milioni di Euro ogni anno aggiuntivi. A questo importo ammontano infatti gli stipendi dei dipendenti (professori ed impiegati amministrativi) di una piccola università statale pubblica.
E potrebbero essere molti di piu’. Ma facciamo un ragionamento semplificato e prudenziale per spiegare la situazione in cui i negozianti e i piccoli imprenditori biellesi costretti a chiudere si trovano grazie alle scelte politiche auto-lesionistiche (?) e che danneggiano sicuramente il territorio biellese fatte dai politici biellesi e dalle ‘elite’ biellesi.

Intanto scegliamo un punto di riferimento: prendiamo il conto economico per l’anno 2021 dell’Universita’ di Pavia disponibile sul sito web dell’ateneo (il file è riportato sotto).
Perche’ l’Universita’ di Pavia? Perche’ l’Universita’ di Pavia puo’ essere prese come modello da duplicare per la creazione dell’Universita’ di Biella come cittadina di provincia media. E andare a calcolare in modo prudenziale i benefici economici che avere una vera Universita’ di Biella, statale, porterebbe sulla provincia di Biella.

Dunque la lettura semplificata del conto economico dell’Ateneo Pavese è la seguente:

ogni Ateneo statale ha due fonti principali di entrate: le tasse di iscrizione degli studenti e i trasferimenti annuali di fondi pubblici dal Ministero della Università e Ricerca che pagano gli stipendi dei professori e degli impiegati amministrativi dell’Ateneo. Il totale delle tasse studentesche e dei trasferimenti pubblici per stipendi nel 2021 è pari a circa 200 milioni di euro l’anno (approssimando per difetto). 200 milioni di euro che tutti gli anni dal Governo Centrale si riversano sulla provincia di Pavia!

Da notare: gli stipendi del personale universitario non sono pagati con nuove tasse locali sul territorio ma semplicemente vengono presi dal totale delle imposte generali ordinarie pagate (Irpef, Ires, etc.) dai cittadini ed imprese al Governo centrale ogni anno.
Quindi quando una provincia, come nel caso di Biella, decide di non accedere a questi fondi significa che si sta ‘sparando su un piede’ perche’ le tasse pagate dai suoi abitanti andranno a finanziare altre attivita’ statali in altre province italiane.

Questi 200 milioni di euro sono soldi che poi vengono spesi sul territorio della Provincia di Pavia. Infatti i dipendenti dell’Ateneo comprano casa, l’auto, pagano le spese per i figli, mangiano tutti i giorni, si vestono, vanno in pizzeria, in palestra, al cinema, etc.
E l’Universita’ stessa poi sostiene delle spese dall’edilizia ordinaria e straordinaria alle spese assicurative, a quelle di gestione ordinaria dei fabbricati, etc. affidandosi a tutta una serie di imprese e professionisti locali.
Questi 200 milioni di euro sul bilancio dell’Ateneo Pavese, dunque sono soldi pubblici aggiuntivi (parte delle tasse ordinarie pagate dai cittadini pavesi) che vengono riversati sulla provincia di Pavia e sulle relative attività produttive locali. Senza, giova ripeterlo, senza che i cittadini pavesi debbano pagare piu’ tasse delle altre province. In altri termini avere una universita’ sul territorio presenta solo un vantaggio economico per tutta la provincia e non costa di piu’ ai cittadini.

Veniamo alla Universita’ di Biella e ai 50 milioni di euro che ogni anno potrebbero riversarsi sulle imprese biellesi.
Se a Biella ci fosse una vera Universita’ statale, immaginiamo che parta in piccolo per poi crescere, immaginiamo che come dimensione nei primi anni sia un quarto della Universita’ di Pavia, ecco che se Biella avesse una vera Università di Biella, anche molto piu’ piccola (un quarto) dell’Università di Pavia, essa avrebbe 50 milioni di euro di entrate annuali. Senza costo alcuno per i cittadini Biellesi.

Questi 50 milioni di euro sono utilizzati per gli stipendi del personale e per i costi di manutenzione dell’Ateneo. Quindi si riversano sulle attivita’ imprenditoriali, professionali, artigianali e commerciali della Provincia di Biella. Tutti gli anni. E i 50 milioni di euro vanno a crescere nel corso del tempo (non vi spiego il meccanismo ma credetemi che è cosi’ anche solo per gli aggiustamenti inflattivi degli stipendi).

Dunque quando vediamo i negozi attorno a via Italia chiusi, i numerosi cartelli vendesi sugli immobili, le imprese artigiane chiudere, etc. ricordiamoci che qualcuno ha impedito che fossero ricavi aggiuntivi di almeno 50 milioni di euro che queste attività economiche avrebbero potuto incassare. E intanto tutto il Biellese è in pieno declino economico da anni.

Sulla base di questa informazioni dobbiamo forse dire un bel grazie tutti insieme ai politici locali biellesi e alle ‘elite’ biellesi per la scelta trentennale di impedire la costituzione di una Università a Biella?

Per firmare la petizione invia un messaggio sulla pagina facebook della vera Universita’ di Biella
https://www.facebook.com/unibiella.org
scrivendo:
Firmo la petizione per
l’Universita’ di Biella,
Nome e Cognome e comune di residenza”

Ref. http://wcm-3.unipv.it/site/home/ateneo/organi-di-governo/documento41100.html

Conto Economico al 31/12/2021 dell’Università di Pavia